Il computer di mia madre è stato colpito da un attacco hacker con riscatto per poter accedere ai propri dati e alle foto, a tutto quanto non era purtroppo presente nell’ultimo backup. Dopo una lunga trafila, quasi un’odissea, raccontata qui posso dire di aver imparato molto da questa esperienza.”

Abbiamo visto la storia di Alina e di sua madre vittima di un attacco hacker con riscatto, abbiamo seguito la lunga strada per il pagamento e le vicissitudini fino al lieto fine. Ma ogni esperienza insegna qualcosa e sicuramente questa ha portato Alina a modificare alcuni suoi comportamenti e rivedere alcune convinzioni.

Dopo l’attacco hacker con riscatto, qual è stata la prima cosa che hai cambiato riguardo alla sicurezza del tuo computer?  

“Ho imparato a fare regolarmente il backup, lo sto facendo anche in questo momento! Prima tendevo ad ignorare i messaggi che mi informavano della disponibilità di aggiornamenti di sicurezza per il mio computer o il mio cellulare, mentre ora attivo prontamente l’installazione di nuove versioni. Mi è stato anche consigliato di scegliere un prodotto come Carbonite per il backup, pare sia particolarmente adatto per le mamme e per chi ha poca confidenza con tutto questo e protegge i file in modo che eventuali nuove versioni infette non sovrascrivano quelle sane.”

Se potessi consigliare una sola azione per ridurre la possibilità di essere vittima di un attacco hacker con riscatto, quale sarebbe?  

“Prestare molta attenzione a particolari importanti. Come evitare di aprire allegati sconosciuti, tenendo sempre a mente che le aziende non inviano allegati se non in risposta ad una nostra richiesta. Passare il mouse su un link per controllare che sia una url vera e non costruita per apparire tale. In caso di dubbio chiamare direttamente l’azienda mittente prima di fare azioni che potrebbero comportare rischi. 

Pensavi che i prodotti Apple fossero più al sicuro da attacchi hacker con riscatto? 

“Sì, lo pensavo ma non è vero. Questi hacker che hanno attaccato il computer di mia madre per ora non prendono di mira i Mac ma non perché non possano farlo, la tecnologia non glielo impedisce infatti. Quindi nessun utente Mac o Windows o Android è realmente al sicuro.”

Consiglieresti di pagare il riscatto ad altre persone che si dovessero trovare in questa situazione?  

“È una domanda delicata, razionalmente assolutamente no. Perché per combattere le azioni dei cyber criminali è importante non cedere. Allo stesso tempo capisco che sia una scelta personale e complessa soprattutto quando ci si trova davanti al rischio di perdere mesi o anni di vita o di dati professionali importanti. Non mi sento di giudicare nessun comportamento.”  

Hai usato i Bitcoin per pagare il riscatto, questo ha cambiato la tua opinione in merito a questa criptovaluta?

Assolutamente sì, non solo l’esperienza di pagamento del riscatto ma anche la lunga conversazione fatta con i ragazzi che ospitano il bancomat Bitcoin. Sono dei sostenitori molto persuasivi dell’uso dei Bitcoin e mi hanno convinta. Ho persino deciso di acquistare una frazione di un Bitcoin usando per scherzo il loro bancomat, ma purtroppo il bancomat non funzionava perché era sovraccarico di banconote!  

CybeRefund Srl - Società Benefit, Sede Legale Piazza Luigi Vittorio Bertarelli, 1 - 20122 Milano (MI)
P.I. e Cod. Fisc. 11076520961

cyberefund emblema bianco e arancione