Rischi online per le diverse età

16 Nov 2020 | Rischi Online

La mamma che ti tagga sui post di cucina, le innumerevoli chat di whatsapp e le infinite catene: scopri quali rischi corriamo ogni giorno online da piccoli, giovani o adulti.

C’è chi è nato digitale e chi lo è diventato, chi ha imparato a usare il web e le app e chi lo fa senza spiegazioni ancora prima di cominciare a leggere o scrivere. Il web e il mondo online sono luoghi diversi a seconda della nostra età.


Paolo
e Franca sono nonni a tempo pieno. Internet è arrivato che erano già adulti, usano poco i social network per parlare con gli amici, preferiscono ancora le chiacchiere al bar. Hanno però dovuto imparare a usare Skype per parlare col nipote che ora si trova a studiare oltre oceano e, durante il lungo lookdown, hanno provato a lanciarsi nel mondo degli acquisti online.

Un equilibrio tra la voglia di utilizzare e scoprire nuovi mondi e la paura di non capirci abbastanza e dover chiedere a figli e nipoti come fare, che a volte finisce in messaggi stile Buongiornisssimo kaffee scritti nel posto sbagliato, come commento a post di altri e non come messaggio diretto.

Il rischio maggiore per questa fascia di età è rappresentato dall’uso della carta di credito online e dalla scarsa conoscenza di cosa potrebbe succedere se venissero sottratti dati personali.

GfK ha stimato una crescita del tempo legato al digitale di circa il 25% nel 2020 da parte dei baby boomers.


Marta
, quarant’anni appena compiuti, in smart working ha ritrovato il tempo per coltivare i suoi interessi, andare in bicicletta e per giocare a squash. È attiva sui social network, Facebook e LinkedIn in particolare, ama usare il web per farsi consigliare sugli acquisti, si fida molto delle recensioni degli altri utenti pur non conoscendoli e cerca di risparmiare comprando online. È sempre attenta a usare i propri dati online e condividerli solo quando sembra sicuro, ma a volte le capita di aprire un link perché lo riceve dal fratello o dall’amica del cuore, di chiuderlo in fretta una volta capito che è falso, ma di domandarsi se sarà stata abbastanza veloce.

Nonostante un uso razionale delle piattaforme per la vita lavorativa e per gli acquisti online, c’è il rischio di farsi prendere la mano quando si tratta di condividere informazioni online come i propri hobby e abitudini con persone conosciute da poco e solo virtualmente.



Guido
e Giulia, sposati da pochi anni, genitori dei gemelli Jacopo e Lucia. Tra il lavoro e la famiglia, si trovano spesso a cercare informazioni o fare acquisti online la sera, stanchi dalla giornata intensa, quando finalmente hanno un po’ di tempo per loro in relax sul divano. Giulia pubblica con orgoglio ogni attimo della vita dei propri figli, Guido non è particolarmente d’accordo ma alla fine lascia correre, così come fa per i (troppi) messaggi della chat genitori su WhatsApp dove alla fine è lei a partecipare davvero. Sono quasi pronti al trasloco, la casa nuova è ormai finita e sono tante le cose da fare e poco il tempo per farle.

Condividere i successi dei propri figli online così come le informazioni personali necessarie quando ci si trova a comprare una casa e renderla abitabile è un’attività normale e non deve spaventare, bisogna solo fare attenzione perché la fretta o la stanchezza potrebbero giocarci brutti scherzi col rischio che i nostri dati e quelli dei nostri cari finiscano nelle mani sbagliate.

Per essere più sicuri e sentirsi tutelati, per una difesa in caso di furto dei propri dati e perché foto e video dei propri cuccioli non siano oggetto di traffici illegali, esistono comode soluzioni facili da utilizzare, scopri qui come proteggerti


Filippo
, fratello piccolo di Giulia in pieno periodo adolescenziale, ha sempre il telefono in mano, è la prima cosa che guarda appena sveglio e l’ultima che abbandona prima di dormire, e guai a dimenticare il caricatore. Tutta la sua vita passa attraverso i messaggicomunica e condivide momenti senza particolari filtri, senza pensare che possano o meno interessare. E‘ un bel ragazzo, solare e loquace e spesso capita che le ragazze lo cerchino tra i vari social per conoscerlo e chissà per uscirci una volta. Capita anche che per fare colpo sulle ragazzine decida di vantarsi e pubblicare foto, storie o video in cui sta in posa magari in costume o in generale poco vestito.

Tra i vari fan delle sue storie pubblicate potrebbe capitare che si nasconda qualcuno che forte di trovarsi in un mondo virtuale abbia cattive intenzioni o ancora persone conosciute che usano i social per inviare messaggi fastidiosi, offensivi, i bulli della rete.

Circa il 7% dei bambini tra 11 e 13 anni è risultato vittima di prepotenze tramite cellulare o Internet una o più volte al mese, mentre la quota scende al 5,2% tra i ragazzi da 14 a 17 anni. (fonte Istat 2019)

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