Hackeroba! La password vale 200 milioni di dollari

2 Feb 2021 | Hackeroba

Capita a tutti di dimenticare la password.
Ma a un programmatore tedesco è costato 220 milioni di dollari.

Stefan Thomas ha smarrito la password per accedere al suo portafoglio digitale. L’aveva scritta su un foglietto di carta. Nulla di straordinario, se non fosse che questo conto online custodisce 220 milioni di dollari.
Il ‘gruzzoletto’ in Bitcoin, la moneta virtuale il cui valore unitario attuale è pari a circa 34.000 dollari, è tuttora bloccato.

Dato l’enorme valore di queste criptovalute, il sistema di sicurezza creato per proteggerle prevede che il proprietario abbia a disposizione un massimo di 10 tentativi di accesso, superati i quali il denaro non è in alcun modo recuperabile dal legittimo proprietario.

Stefan è arrivato al nono tentativo.

“Mi metterò sul letto e proverò a pensarci, poi andrò al computer e farò il nono tentativo. Se non dovesse funzionare cadrò di nuovo nella disperazione” – Stefan Thomas al New York Times

Ma il distratto programmatore non è il solo ad avere questo tipo di problemi. Stando al Wallet Recovery Services, di quasi 19 milioni di Bitcoin in giro per il mondo, per un valore complessivo di 140 miliardi di dollari, circa il 20% si è perso nel grande buco nero digitale perché i possessori non si ricordano più la parola segreta usata per accedere al conto.

Come proteggersi?

 

L’episodio ci insegna che la scelta delle password è fondamentale per la nostra cyber sicurezza. È necessario scegliere una password sicura e complessa per ogni servizio che utilizziamo, ma come fare a ricordarle tutte?

Spesso dobbiamo seguire requisiti di sicurezza diversi per le nostre password: con o senza numeri, caratteri speciali, maiuscole e minuscole, lunghezza minima.

Ma è meglio evitare di utilizzare informazioni personali, come la data di nascita, il nome del proprio cane, la squadra del cuore.

Ad aiutarci ci sono strumenti di gestione delle password come 1Password o LastPassword. Ci permettono di gestire password diverse e complesse per ciascuno dei servizi che utilizziamo, di modificarle periodicamente, utilizzandone solo una, la cosiddetta Super Password, per accedervi.

Che è bene non dimenticare, per evitare di fare la fine del povero Stefan Thomas.

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