Hacker e musica: tante le vittime tra le celebrità

2 Mar 2021 | Rischi Online

Oggi inizia Sanremo, ne approfittiamo per raccontarvi di alcuni attacchi informatici che riguardano da vicino musicisti famosi italiani e internazionali. Sono molti i cantanti e le band che negli ultimi anni sono stati vittime degli hacker.

Partiamo dall’Italia. Alla fine del 2019 i cyber criminali hanno violato l’account Instagram di Laura Pausini. Sul suo profilo sono comparse cinque storie che invitavano i follower a cliccare su un link che compariva nel post, nelle storie e nella biografia della cantante e ricevere in regalo iPhone, telefoni, auto e console per videogiochi. Lo staff dell’artista ha comunicato via Twitter di aver subito un attacco e ha rassicurato i 3 milioni di fan. Non era così difficile accorgersene, il testo era pieno di errori di ortografia, elemento ricorrente nei messaggi ingannevoli che circolano in rete.

 

“!Regalare! Sto regalando 2000 x iPhone Xs gratuito e molto altro sul mio Instagram Storia GIUSTA ORA! Richiedili prima che spariscano tutti!”

Ma ci sono anche rockstar internazionali ad essere finite nei guai a causa di un attacco hacker. Lo studio legale Grubman Shire Meiselas & Sacks di New York, che vanta tra i suoi assistiti Lady Gaga, Madonna, Elton John e gli U2,
si è visto violare i sistemi di sicurezza. Gli hacker hanno sottratto illegalmente un’enorme quantità di dati riservati, informazioni personali dei clienti, numeri di telefono e accordi di riservatezza. Dopo l’attacco, i cyber criminali hanno richiesto una grande somma come riscatto. Non ci sono dichiarazioni ufficiali su un eventuale pagamento di questa somma.

Anche i Radiohead sono stati vittime di un attacco hacker. In rete erano comparse alcune registrazioni inedite delle sessioni. Su Twitter hanno dichiarato di aver subito la violazione dei minidisk di Thom Yorke, il frontman della band, e di aver ricevuto una richiesta di un riscatto di 150 mila dollari. Jonny Greenwood, il bassista del gruppo, ha svelato che l’archivio rubato conteneva materiale per appassionati, con spezzoni anche molto corti e qualità non sempre perfetta. Materiale che non pensavano di pubblicare e che riguardava i lavori che hanno portato alla nascita del loro celebre album OK Computer.
La reazione del gruppo è stata ben diversa da quella che gli hacker si sarebbero potuti aspettare. La band ha scelto di pubblicare il contenuto dell’archivio violato sul portale Bandcamp, rendendolo disponibile per 18 giorni al prezzo di 18 sterline.

Per 18 sterline scoprirete da soli se avremmo dovuto pagare quel riscatto”, ha scritto Jonny Greenwood

Guardi sempre Sanremo in compagnia dei tuoi amici?

Condividi con loro questo articolo!

 

CybeRefund Srl - Società Benefit, Sede Legale Piazza Luigi Vittorio Bertarelli, 1 - 20122 Milano (MI)
P.I. e Cod. Fisc. 11076520961

cyberefund emblema bianco e arancione