Cyber attacco: e se servisse tutela legale? Quanto costerebbe?

23 Apr 2021 | Rischi Online

Francesca è una donna di quarant’anni, lavora come responsabile delle risorse umane per una grossa azienda multinazionale. È sempre di corsa e spesso viaggia per lavoro. Mai si sarebbe aspettata di aver bisogno di tutela legale  per un furto di dati…

Qualcosa non va, ma Francesca non sa ancora di aver bisogno di tutela legale

 

Normalmente porta con sé lo stretto necessario e non si dimentica mai la propria carta di credito perché il contante è scomodo, soprattutto se ci si sposta da un paese all’altro dove non esiste sempre la semplicità dell’euro.

Sta aspettando il suo prossimo volo che dall’Asia la riporterà a casa a Roma e in aeroporto apre il suo portatile per controllare le email.

In un attimo si accorge che qualcosa non va, ha ricevuto diverse email di conferma attivazione di vari servizi che lei non ha chiesto, tra utenze telefoniche e account per la pay tv, tutti messaggi di benvenuto in nuovi mondi di cui non sa assolutamente nulla.

Di istinto si mette a rovistare velocemente nella borsa alla ricerca delle sue due carte di credito, e sorprendentemente sono entrambe li, esattamente dove dovrebbero essere. E in quel momento viene presa dal panico, qualcuno ha sottratto la sua identità, qualcuno sta usando il suo denaro e i suoi dati per fare acquisti a sua insaputa. Avrebbe bisogno di una tutela legale.

Non sa davvero cosa fare, come ci si comporta in questi casi, ha sempre pensato che non sarebbe toccato a lei perché in fondo non ha nulla da nascondere. Non avrebbe mai pensato che la tutela legale in questo caso le sarebbe servita.

Che rovistassero pure nella sua casella di posta, non ci sono segreti. E invece in un certo senso i segreti ci sono: non perché Francesca nasconda qualcosa di strano o di illegale, ma perché ha la propria vita, i propri interessi e non per forza vuole condividerli con il mondo intero, men che meno con degli estranei.

Il suo volo partirà tra non molto, deve agire in fretta e scegliere la prima cosa da fare, ma la paura la rende meno lucida, è in affanno e non sa con chi parlare. 

Francesca ha bisogno di tutela legale

 

Pochi minuti prima di imbarcarsi ha un momento di lucidità e chiama la propria banca, chiedendo il blocco immediato della carta di credito per sospetto furto. Ma il danno è già stato fatto.

Il lungo viaggio in aereo le lascia il tempo di riflettere e di arrovellarsi, non potendo per ore contattare nessuno né fare ricerche, pensa di essere sempre stata attenta e non si capacita di quando possa essere successo.

È abituata a girare il mondo, sa che non deve utilizzare i wi-fi pubblici quando vuole effettuare operazioni di acquisto e in generale se vuole proteggere i propri dati.

Ma questa sua consapevolezza non è bastata e ora si ritrova ad aver bisogno di tutela legale per difendere i propri diritti, ma quanto le costerà?

Quanto tempo ci vorrà perché sia provato che è stata vittima di un furto di identità?

Quanto tempo sarà necessario perché le molte utenze a suo nome vengano chiuse senza richiesta di penali e senza ulteriori addebiti onerosi?

Appena atterrata chiama la sua migliore amica che le consiglia subito un avvocato molto competente in questa materia, e con lui comincia questo lungo lavoro di difesa. Da subito viene avvisata che ci potrebbero volere anche molti anni, e che sì le spese vanno anticipate a carico suo. Poi, se le daranno ragione, le verranno restituiti anche i soldi anticipati, ma probabilmente tra molti anni.

Tutela legale: l’ancora di salvezza di Francesca

 

La tutela legale per Francesca arriva con l’avvocato consigliatole, Marco, molto preparato sul tema. Spesso le racconta aneddoti di casi che ha dovuto seguire. Si pensa sempre che non debba accadere a noi ma invece è molto chiaro che questa sorte può davvero toccare a tutti. Anche a chi ha comportamenti più attenti e controllati per quanto riguarda la propria vita online.

Il primo periodo di consulenza è davvero disastroso per le tasche di Francesca: da un lato ci sono tutte le spese che sta sostenendo per utenze e servizi attivati a suo nome e di cui era allo scuro, dall’altro la parcella dell’avvocato che cresce col passare dei mesi e che prevede continui acconti nella speranza di arrivare ad una conclusione positiva prima della richiesta di saldo.

Aver scoperto il danno quasi subito porterà a un male minore, ma l’attivazione di tutti i servizi è stata addebitata sulla sua carta così come le prime bollette che hanno normalmente all’interno dei costi fissi di attivazione che rischiano di non essere restituiti nel caso di un recesso anticipato. È vero, Francesca tramite il proprio avvocato ha contattato tutte le società coinvolte e inviato la documentazione necessaria a dimostrare quanto accaduto, ma sarà comunque necessario del tempo perché questi gestori facciano le opportune verifiche e agiscano di conseguenza, fino a quel momento lei continuerà a pagare per prodotti e servizi attivati rubandole soldi e identità.

Ma la tutela legale costa

 

Il lavoro di Marco, l’avvocato diventato ormai quasi un amico, continua e si scontra giornalmente con tutta la burocrazia che si rende necessaria per annullare utenze e servizi e soprattutto per riavere indietro il denaro di Francesca con le minori perdite possibili. A queste spese si somma ovviamente la sua parcella che pur ragionevole rappresenta un’altra notevole voce di spesa. Mai si sarebbe aspettata questi costi per la tutela legale.

Marco è abbastanza sicuro che tutto si sistemerà nel migliore dei modi ma sa anche che potrebbero volerci parecchi anni e lo sa bene anche Francesca, che per fortuna aveva messo via dei soldi per le emergenze, non pensando di spenderli in questo modo.

Nel frattempo, Francesca non può fare altro che affidarsi totalmente al suo legale, sperare di non scoprire altri servizi che comporterebbero altri soldi e aspettare fiduciosa di ottenere che i suoi diritti vengano tutelati.

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